“Il corpo in Occidente”

Conferenza di Umberto Galimberti sul simbolismo e l’ambivalenza del corpo umano nella storia della nostra cultura, presso la Cattedrale della Fabbrica del Vapore di Milano.

2013-02-04T14:52:08+00:00 4 febbraio 2013|10 Comments

10 Commenti

  1. DEBORA MENOZZI 5 febbraio 2013 al 13:33 - Rispondi

    Bellissima conferenza!

    • Alessandro 8 aprile 2014 al 20:32 - Rispondi

      Mi spiace Galimberti ma lei non può sostenere che l’anima Platonica sia esclusivamente un escamotage per spostare il punto di vista dal relativo del corpo al universale,perchè l’escatologia della dottrina dell’anima e quella delle idee si collegano in Platone ma le pertinenze sono distinte,lei anche fa quello che fece Agostino,prende da altri le loro idee per far valere le sue opinioni,quando Achille abbraccia la madre nel ade essa le sfugge tre volte perchè? è simbolicamente un piano trascendentale con cui il corpo non può interagire,i sensi delle parole Omeriche sono ben enfatizzati da lei ,ma questo enfatizzare relativamente serve esclusivamente per arrivare alle sue conclusioni preconcette ,il suo materialismo è veramente tenace devo ammetterlo,ma non abbastanza tenace da creare una dottrina capace di essere anipotetica come lo è la Dottrina Platonica,questo rimbalzare tra le parti e opere dei pensatori ,prendendo qua e la i frammenti che le servono per la sua definizione non le fanno particolarmente onore,lei sa bene che non vi è cielo della grecia che condivida il suo materialismo,ed è veramente ottuso continuare a insistere per attribuire a loro questo pensiero ,questa conclusione esclusivamente sua, sia alla élite dei pensatori della antichità,sia alla oligarchia greca chiamata democrazia che lei vorrebbe vedere atea,vi sono passi inequivocabili nell’opera platonica che dimostrano praticamente il riconoscere delle idee a prescindere della esperienza,e questi passaggi sono scienza,LEI DEVE DIMOSTRARE PER QUALE MOTIVO SI RICONOSCE UNA IDEA SENZA AVERNE FATTO ESPERIENZA CON IL CORPO!! ma lei tutto questo lo sa, però! insiste, fintanto che con lo stesso procedimento di prendere da altri citazioni che si prestano al relativismo delle sue teorie, ma in contraddizione con il pensiero del autore che le ha scritte… io(chiunque) posso tranquillamente prenderne altrettante citazioni dagli stessi autori per smentirle,il suo pensiero resta una opinione e non una idea,sarà sempre confutabile,forse ,l’ispirazione che tanto vorrebbe viene proprio da quella parte che lei dice inesistente,lei a tutti gli strumenti tranne questo,per quanto tempo continuerà?e anche se convincesse il mondo della sua ipotesi senza dimostrarla a cosa servirebbe se lei non può dimostrarla a se stesso?,fintanto che lei vada contro l’anima intesa dal cristianesimo,con una faccia specifica ,nel regno dei cieli( regno delle idee) o ciò che viene frainteso del linguaggio posso anche essere d’accordo con lei,posso essere d’accordo con lei anche sulla forma data da socrate all’anima,ai suoi esempi simbolici specifici,ma sono solo rappresentazioni intellegibili all’epoca,ma la sostanza,il cogito trascendentale al di sopra del relativismo del corpo che l’uomo possiede che giunge al discapito delle motivazioni relative del corpo stesso, non può essere nel corpo..Quello che è varamene palese però ,e anche fastidioso e questo suo voler atei-zare la grecia,sia quella superiore che quella storica,è veramente insostenibile,lei non può sostenere che i greci fossero atei,ne Omero,ne Platone,ne Socrate ne nessuno,perchè insiste? è inutile..lei ha un imprinting dentro la sua mente,un mattone fondamentale del suo ragionamento che è li per fede,non perchè è logico razionale,come una lente colorata davanti agli occhi e tutto ciò che vede è influenzato da questo dogma,da questo colore di base,infatti lei prende alleanza da contenuti di autori che la pensano diametralmente al opposto di lei,ma lei imperturbabile vede in loro che sostengono ciò che dice lei? il suo è un castello di carte per questo non riesce a farlo capire,perchè non è dimostrabile e ogni carta la contraddice .

      • Paolo 9 giugno 2015 al 6:31 - Rispondi

        Caro Alessandro, la risposta alle tue affermazioni è contenuta in un importante (anche se sfuggente) passaggio del discorso dello stesso
        Galimberti: “io non intendo convertire nessuno”. La negazione di una fede non è una fede.

  2. Paola 20 maggio 2014 al 17:13 - Rispondi

    illuminante. ancor piu’ illuminante leggere i suoi libri. ecco, lei seduce. grazie.

  3. barbara 20 aprile 2015 al 6:10 - Rispondi

    Non ho ascoltato la conferenza perché temo che mi faccia scaricare troppi giga …. però sono colpita da una frase di Alessandro: “LEI DEVE DIMOSTRARE PER QUALE MOTIVO SI RICONOSCE UN’IDEA SENZA AVERNE FATTO ESPERIENZA CON IL CORPO”.
    Ora, per esperienza personale, so che il corpo incarna un’unità inscindibile: ciò che chiamo mente, anima, sentimento, idea, pensiero, memoria, fantasia, ecc. ecc, ossia TUTTO CIO’ CHE NON POSSO RAPPRESENTARE DIRETTAMENTE CON UNA FORMA FISICA DEFINITA, è tuttavia sempre ascrivibile a FUNZIONI fisiche più o meno facilmente definibili.
    Io non sono in grado di affermare con certezza se sia possibile riconoscere un’idea senza sperimentarla nel/con il corpo oppure no e …. per dirla tutta, non sono neanche sicura di sapere cosa questa frase significhi ….. eppure so con certezza assoluta che tutti i pensieri astratti che entrano nella mia coscienza e che custodisco devotamente come tali, SONO PARASSITARI.
    So con certezza assoluta, che i pensieri benefici, che mi rendono felice questa esistenza, qui ed ora (ogni ora e ogni luogo), sono tutti pensieri CONCRETI, ossia pensieri ai quali posso “agganciare” una partecipazione corporea della mia coscienza.
    Con questo non intendo dire che i pensieri astratti siano da demonizzare ……. questo mai, perché siamo noi umani a creare il “diavolo” (questo dovremmo tenerlo sempre a mente). Intendo dire, semmai, che il pensiero astratto deve essere sempre verificato alla luce della sua “incarnabilità” attuale: fintanto che non riesco ad incarnarlo ….. non lo posso adorare, non lo posso credere e non lo posso neanche “parlare”. Questo è il principio che rende benefici i pensieri, perché quando avrò verificato, sperimentato pienamente, allora saprò di cosa parlo, quando parlo …. e questa, mi sembra, è la libertà più grande.
    Del resto, mi viene in mente il significato profondo della Trasfigurazione di Gesù (Matteo 17, 1-13) che, infatti, ordina di non parlare se non dopo la sua resurrezione che, se non sbaglio, consiste nella resurrezione della carne : una carne che ri-sorge, che si irradia, che si fa coscienza ….. Perché confinare l’idea della resurrezione dopo la morte fisica? Così come non possiamo escludere il vuoto dalla nostra vita, perché dovremmo confinare la vita a dopo la morte? Perché non iniziare a riconoscere IN vita, la vita che ama la carne e la rende viva, cioè cosciente?
    Un’ultima considerazione a proposito del titolo della rubrica: “Il corpo in Occidente”. Spero che il prof. Galimberti spieghi cosa sia “l’occidente” a cui fa riferimento …. perché, tanto per attualizzare il mio discorso, se penso che la società italiana sia rappresentata da ciò che vedo in televisione …. o dai politici che vengono eletti, beh, mi affiderò ad una visione errata. Ogni volta che si è tentato di omogeneizzare gli aggregati umani, questi si sono difesi con modalità di aggregazione sempre più criptiche e trasversali. E’ successo in passato e succede anche oggi. Non credo si possa parlare degli umani in termini collettivi con efficacia e meno che mai se l’oggetto della discussione è proprio il corpo fisico.

    • massimo 18 giugno 2015 al 8:03 - Rispondi

      Grazie Barbara,
      ho appena cominciato a leggere i contenuti di questo sito e trovo che il suo punto di vista sia sempre molto interessante, pacato e preciso.
      Spero di leggerla ancora

  4. lidia 4 luglio 2015 al 8:29 - Rispondi

    Intuisco le buone intenzioni di tutti, ringrazio.

    Riprendo il pensiero di Barbara: So con certezza assoluta, che i pensieri benefici, che mi rendono felice questa esistenza, qui ed ora (ogni ora e ogni luogo), sono tutti pensieri CONCRETI, ossia pensieri ai quali posso “agganciare” una partecipazione corporea della mia coscienza – Condivido totalmente.

    Parto da qui, posso chiedermi (per me non è troppo astratto) se tra breve il mio frigorifero parimenti al frigorifero di mio padre (penso alla Grecia ma non solo) potrebbe essere vuoto? Risponderei SI. Questo fatto avrebbe ripercussioni sul mio corpo e sulla mia coscienza? Risponderei SI – Negative? Risponderei SI. Sarei capace di resilienza? Risponderei: non lo so (penso al recente innalzamento del numero dei suicidi in Grecia).

    Divagazione sul tema: il compito dei filosofi, dei pensatori, degli eruditi è solo quello di comprendere?

    Varie indagini ufficiali hanno rivelato, per l’Italia, un livello di analfabetismo (totale e funzionale, cioè capacità di capire le parole ma non il senso complessivo di un testo semplice) al 47%; solo il 18% riesce a comprendere un testo di media complessità (Marco Della Chiesa).
    L’idea antropocentrica rinascimentale, l’idea di umanesimo è abortita? Non c’è veramente alternativa?
    L’uomo è inutile, il corpo dell’uomo è inutile o meglio è diventato mera merce di scambio.
    Sono in atto “piani di aggiustamento strutturale” che hanno come obiettivo l’istupidimento, la de-emancipazione, l’accorciamento delle aspettative di vita ad iniziare dalle classi medio/basse ( tagli alle risorse destinate alla scuola, alla cultura, ai fondi destinati alla sanità, etc)
    “La totale stupidità dei popoli li rende indifesi dagli artigli dei rapaci. Il popolo greco chiede la propria stessa distruzione” (Paul Craig Roberts)
    […] Come tale, le sue popolazioni [dell’Europa] sono ‘expendable’, liquidabili: o sul campo di battaglia o in una sala di scambi del mercato. Si confida nella tv e nei computers per anestetizzare tutta la società media” (Emmanuel Todd)

    “E’ vero che ogni sistema di potere, storicamente, si è guastato ed è morto, quindi probabilmente anche quello in via di consolidamento oggi è destinato a finire un domani; ma è anche vero che i sistemi di potere possono durare decenni e secoli, occupando e degradando la vita di intere generazioni; quindi è opportuno prepararsi una via di fuga, non escluso il suicidio”.

    La produzione, la crescita non ha più senso, i poteri forti finanziari non ne hanno bisogno – Il sistema bancario lo può produrre in modo praticamente illimitato, ad libitum, mediante giochi di scritturazioni elettroniche reciproche: un procedimento in cui lavoratori e consumatori, cioè i popoli, non servono praticamente più, sicché non serve più rispettare le loro esigenze esistenziali né ottenere il loro consenso: sono divenuti superflui e fungibili …
    “[Si sta inverando un] tipo di organizzazione socio politica ed economica che si sta realizzando, fortemente accentrante e omogeneizzante, individualistica e competitiva: Malthus, Darwin … Ma il fatto che l’organizzazione che si sta realizzando ha queste … indesiderabili caratteristiche … non è accidentale, bensì conseguenza di fattori facilmente riconoscibili e straordinariamente potenti. In pratica, sta avvenendo una evoluzione del metodo di controllo sociale dovuta allo sviluppo tecnologico, il quale oggi consente alle poche persone che lo hanno a disposizione di organizzare il governo della popolazione in modo zootecnico, interamente controllato, senza quasi più spazi per spontaneità e libertà di scelte, tanto meno autonomie, analogamente a come avviene con bestiame allevato in stalla. Il genere umano già ora si ritrova suddiviso in recinti di contenimento e di gestione più e meno differenziata, recinti che sono gli ex Stati nazionali, entro i quali gli esseri umani vengono monitorati e gestiti praticamente in tutto, dall’alimentazione ai farmaci ai trasporti all’istruzione agli spostamenti ai consumi, attraverso smart grids, reti di distribuzione e controllo di servizi essenziali, reti centralizzate nelle mani di pochissimi grandi gruppi multinazionali che si muovono al di sopra dei governi … I legami solidaristici, comunitaristici, i valori legati alle comunità naturali e locali, compresa la famiglia, vengono sistematicamente dissolti o svuotati, resi insignificanti. Non è solo la fine di modelli sociali e politici tradizionali, è la fine della civiltà occidentale e dell’umanità occidentale … Oggi il dominio sociale è però sempre più attuato mediante strumenti principalmente tecnologici, si avvale di grandi capacità di sorveglianza e tracciamento di persone, beni, attività; ma anche mediante la costruzione di dipendenze rigide da reti di distribuzione monopolistiche. La stessa crisi economica è stata indotta in modo deliberato, programmaticamente, e viene mantenuta anche se si potrebbe uscirne con strumenti monetari disponibili, perché essa è uno strumento di realizzazione del sistema di controllo zootecnico della specie umana, in quanto consente di fare vivere la gente nell’insicurezza e della povertà, creando false e artificiose scarsità, soprattutto monetarie, così da renderla disponibile ad accettare, come condizione per ritrovare un poco di sicurezza e benessere, riforme politiche costituzionali tecnocratiche e un sistema di sorveglianza, tracciatura e condizionamento, a cui essa altrimenti farebbe resistenza. Insomma, l’astuzia del sistema adopera ai propri fini anche la sofferenza che il suo modello genera.

    (Testi di Alceste, Eugenio Orso, Marco Della Luna e contributi presenti sul blog pauperclass e sito marcodellaluna)

  5. lidia 6 luglio 2015 al 9:36 - Rispondi

    Verso la fine del suo intervento il Professor Galimberti sottolinea puntualmente: “non nasciamo con una identità, l’identità ci viene riconosciuta dagli altri”. “La nostra vita oggi riceve la sua identità dal lavoro”. “La depressione non nasce più dal senso di colpa… ma al senso di inadeguatezza” – ci si chiede “ce la faccio o non ce la faccio” a raggiungere gli obiettivi che mi vengono assegnati? – e l’asticella si alza sempre di più…Come riportavo sopra: il sistema adopera per i propri fini la sofferenza che il suo modello genera – la depressione è indotta – ancora, come diceva il Professore: si spacca il rapporto corpo/mondo (che è la condizione della salute) schizofrenicamente rimango io ed il mio corpo e, quando si abbandona il corpo “vivente” …il mondo non mi interessa più.
    Utilizzo il tema trattato come “assist” – “Se prima il ricco aveva bisogno del povero e del dominato per prosperare ulteriormente, ora no, non ne ha più bisogno. Tecnologia e finanza congiurano all’inessenzialità del dominato, dell’uomo nella sua più intima essenza [il nostro corpo] …come carne d’avanzo, insomma. La vita umana verrà resa pessima, indegna di essere vissuta, la crisi è indotta – obiettivo: arrivare ad un punto di svolta demografico. Verità agghiacciante – il genocidio dei corpi di intere classi sociali. (tratto da L’umanità è inutile, Alceste)

  6. roberto garzeni 5 novembre 2015 al 12:40 - Rispondi

    in pratica : c’è quel che c’è e poi c’è quel che vorremmo che ci fosse

  7. silvia 10 novembre 2016 al 15:17 - Rispondi

    Lei mi ha emozionato… nel senso che ho proprio pianto!
    Grazie

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